Facebook è il più popolare social network al mondo non a caso. La continua ricerca di nuove soluzioni in grado di soddisfare sia le esigenze informative dei propri utenti, sempre alla ricerca della soluzione più conveniente per i propri acquisti, sia le necessità di un marketing profittevole per i tanti brand che vedono i social come un’importante opportunità di pubblicità, consentono al social network di Zuckerberg di essere ancora, ad oltre dieci anni dalla sua nascita, uno dei punti di riferimento per l’advertising di massa.

Vecchi servizi, nuovi modi di applicarli

La novità pubblicitaria più recente è quella di Flight Ads, un tipo di annuncio progettato per le compagnie aree e per i servizi, in forma di app, che si occupano di favorire il confronto delle tariffe aree a favore degli utenti in cerca delle soluzioni più convenienti. Un servizio che, in verità, è attivo da diverso tempo tanto che alcuni lo ricorderanno con il nome di Dynamics Ads for Travel. Tuttavia, le significative recenti novità hanno reso Flight Ads uno strumento di marketing ancora più forte.

La versione precedente di Flight Ads, se così possiamo definirla, consentiva di applicare le azioni di retargeting in maniera tradizionale. Che cosa vuol dire in concreto? Il retargeting è una tecnica, ma anche una soluzione tecnologica, per veicolare i propri messaggi pubblicitari a favore di un pubblico che in qualche altro momento ha già visitato le pagine del proprio sito web. Questo consente di ottenere dei risultati migliori in termini di conversione, in quanto si tratta di un pubblico, come dire, già educato, che conosce il brand in questione e quindi gli appare famigliare.

Un nuovo modo di applicare il retargeting

Grazie ai Flight Ads, la tecnica del retargeting è stata ulteriormente migliorata, e questo è un fatto molto rilevante anche per le future applicazioni che si potranno osservare in altri contesti.

La novità principale, infatti, consiste nella possibilità di raggiungere non più solo coloro che hanno visitato la pagina ufficiale di una compagnia area su Facebook, oppure il suo sito web ufficiale, ma anche coloro che navigando in rete alla ricerca di tariffe convenienti, si sono imbattuti sui siti dei propri competitor.

L’importanza del Pixel di Facebook

Come è possibile una novità del genere? Grazie al Pixel di Facebook, un pezzetto di codice che viene fornito a tutti gli advertiser per consentire loro di “rintracciare” i visitatori anche sul social network. Sfruttandone le risorse di monitoraggio delle attività degli utenti al di fuori di Facebook, il social blu è in grado di suggerire il miglior target possibile fatto di visitatori abituali al proprio sito e di utenti che non hanno mai digitato l’indirizzo sulla barra del browser ma che hanno eseguito delle ricerche su prodotti affini.

Facciamo un esempio concreto. Immaginiamo di avere due compagnie aree, la Verde e la Bianca. Immaginiamo che l’utente Mario Rossi esegua una ricerca sul sito della compagnia Verde alla ricerca di una soluzione vantaggiosa per il Canada. E immaginiamo che non abbia trovato nulla di soddisfacente.

A questo punto, la compagnia Bianca che tra le proprie mete gestisce anche i voli per il Canada, avviando una campagna pubblicitaria su Facebook tramite Flight Ads, può inserire nel proprio target anche coloro che hanno cercato altrove soluzioni su tratte di sua gestione. Si tratta di una vera e propria rivoluzione, la cui portata sarà apprezzata ancor di più quando verrà estesa anche ad altri settori merceologici.

Migliorare le conversioni

I motivi di questa innovazione, stando alle parole di Christine Warner che è a capo della divisione viaggi negli Stati Uniti, vanno ricercati nella crescente attenzione da parte delle aziende nei confronti di una targettizzazione sempre più specifica, al fine di ottenere massimi risultati abbattendo i costi di conversione.

Il lancio ufficiale è stato anticipato da una fase test condotta da Air France e Hooper che sembra confermare la bontà della nuova tecnologia. In entrambi i casi le compagnie hanno abbassato i costi di conversione, di circa il 66% per Air France e il 20% per Hooper.